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Scritti «filosofici» di Roberto Dionigi lla filosofia. Vol. 4 La fatica di descrivere. Itinerario di Wittgenstein nel linguaggio della filosofia. Popolare

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Descrizione

Il linguaggio non è come un meccanismo che adempie a uno scopo determinato. Esso è quello che è: non posso fargli dire più di quanto possa né posso imputargli di non dire ciò che non può. Non vi è nulla con cui il linguaggio debba concordare, come se, per chiamarsi linguaggio, debba arrivare a dire qualcosa che lo precede. È il linguaggio, con la sua grammatica, che anticipa ciò che può essere detto. In questo senso, lo scopo della grammatica è soltanto quello del linguaggio, così come lo scopo delle regole di un gioco è soltanto quello del gioco. In breve, il linguaggio non può fare altro che parlare per sé senza dovere rispondere di altro. Le regole della grammatica non sono state decise e quindi non possono essere revocate. [...] Larbitrarietà delle regole è il contrario di unarbitraria ammissibilità delle proposizioni o di una vuota pensabilità del possibile. La loro arbitrarietà è che non cè nulla che spieghi perché debbano essere così: dietro la regola non si può penetrare, perché un dietro non esiste. Noi non sappiamo nemmeno pensare che le regole avrebbero potuto essere altre e questo mostra come effettivamente non possano esserlo. Da esse dipende, una volta per tutte, che cosa si chiami possibile e che cosa non si chiami così. I confini del senso e del non senso non possono essere modificati perché non sappiamo nemmeno immaginare in che senso modificarli né il senso che avrebbe tale modifica. Da La fatica di descrivere, capitolo V

Indice: Prefazione di Eva Picardi - Premessa - I. Limmagine: la seduzione di un paradigma: § 1. «Lunico problema grande» - § 2. Il fatto dellim­magine: «Limmagine è un fatto» - § 3. Limmagine del fatto: «noi ci facciamo immagini dei fatti» - II. La teoria raffigurativa della proposizione: § 1. «La soluzione... sommamente semplice» - § 2. «Il mistero profondo della negazione» - § 3. «La bipolarità» della proposizione - § 4. «La proposizione elementare» - § 5. - § 6. «Analisi logica» e «pensiero» - § 7. T 3.13: «segno» e «simbolo» - § 8. T 3.13: «proposizione» e «segno proposizionale» - § 9. Proposizione «elementare» e proposizione «ordinaria» - § 10. Il «doppio senso» dellanalisi - III. Logica e ontologia nel Tractatus: § 1. «Loggetto è semplice» - § 2. Gli «oggetti» nei Qua­derni: «semplicità» e «complessità» - 3. «Natura del­loggetto» e «impiego sintattico del nome» - § 4. «Lo­gica», «realtà» e «mondo» - § 5. Per concludere - IV. Il significato dei nomi e labbandono dellanalisi: § 1. La «concezione agostiniana del linguaggio» - § 2. La definizione ostensiva: «una superstizione gravida di conseguenze» - § 3. Definizione verbale e «somiglianze di fa­miglia» - § 4. Analisi «logica» e spiegazione «perspi­cua» - § 5. Il mito della «proposizione completamente analizzata» - V. Grammatica e asserzione: § 1. L«arbitrarietà» della grammatica - § 2. La grammatica come «calcolo» - § 3. Labbandono del «calco­lo» - § 4. Alle origini del «gioco linguistico»: i giochi di verificazione e falsificazione - § 5. Un caso «dubbio» di asserzione - § 6. Frege: lasserzione e la verità come corrispondenza - § 7. Wittgenstein vs Frege: lasserzione - § 8. Wittgenstein vs Frege: la verità come corrispondenza. VI. Il significato di «significato»: § 1. «Addestramento» al linguaggio e «forma di vita» - § 2. Lidea di «gioco linguistico» - § 3. Il ruolo del concetto di «gioco linguistico» - § 4. Il significato come uso: lantiplatonismo di Wittgenstein - § 5. Il significato di «significato» fuori dal «normale commercio linguistico» - § 6. Il significato di «significato» entro il «normale commercio linguistico» - VII. Comprendere, intendere e seguire una regola: § 1. Ciò che accade quando si usa «comprendere» - § 2. La parola «leggere» come illustrazione della parola «compren­dere» - § 3. Gli atti intenzionali e l«ombra del fatto» - § 4. Cosa accade quando lallievo scrive 1004 invece di 1002? - § 5. La «costrizione» della regola - § 6. La parvenza di un «paradosso» - § 7. Accordo con la «regola» e accordo con la «comunità» - § 8. Concordanza «nelle definizioni» e concordanza «nei giudizi» - VIII. Largomento del linguaggio privato: § 1. La privatezza delle sensazioni - § 2. La privatezza epistemica - § 3. «Solipsismo» metafisico e «realismo» del senso comune - § 4. La privatezza del possesso - § 5. Dal «solipsista» al «diarista» - § 6. «Rappre­sentazione» e «immagine» del dolore - IX. Come fosse una conclusione: Della certezza: § 1. Il dubbio vuole «buone ragioni» - § 2. Dubbio «filosofico» e dubbio «pratico» - § 3. Luso «altamente specializzato» di «Io so» - § 4. «Sapere» e «credere» non sono assimilabili - § 5. Concludendo su «Io so» - § 6. Linteresse di Wittgenstein per i truismi di Moore - § 7. Quattro esempi di certezza - § 8. Linef­fabilità della certezza. - Bibliografia - Indice dei nomi.

  • Autore: Roberto Dionigi
  • Editore:Quodlibet
  • Collana:Scritti filosofici di Roberto Dionigi
  • Anno edizione:2001

In commercio dal:1 settembre 2001
Pagine:568 p.
EAN:9788886570435