Descrizione
Per frenare lesaltazione e la superbia di un dio (Indra), un altro dio (Visnù), sotto le spoglie di un bambino, gli mostra una fila di formiche in marcia: sono altrettanti Indra, che in altri eoni hanno compiuto le stesse imprese, si sono esaltati e poi sono tornati a essere formiche. Con questa visione altamente ironica e vertiginosa, quale ci appare in un angolo di una narrazione puranica, Heinrich Zimmer ci fa subito intendere in quale selva sterminata, e incomparabile a ogni altra, si addentri chi vuole conoscere i miti e i simboli dell'India. Tutto, in India, si moltiplicae molte più volte di quanto non accada altrove. Ma non è questo il vero punto. Limmensità indicata dalla moltiplicazione serve innanzitutto a mostrare la pochezza di ogni accumulo rispetto a unaltra dimensione, dove agisce una potenza opposta: il distacco. E, fra luno e laltro di questi mondi, sospesa come un miraggio o una tessitura che in ogni nodo stringe una figura e una storia, mentre si espande e si disfa ad ogni attimo, è māyā, la magia primordiale, il potere metamorfico e femminile di un Assoluto che si cela e si eclissa sotto linfinita moltitudine delle forme, ma allo stesso tempo non appare e non si svela che attraverso di esse. Indra, re degli dèi, ma anche Buddha, Visnu, Siva, i sapienti Nārada e Markandeya, assetati di conoscenza, o i titanici e mostruosi demoni che di tanto in tanto minacciano lordine cosmico, si confrontano qui con la sfuggente e insormontabile potenza dellapparire, che nel fingersi Altro ha linviolabilità dellombra e del miraggio.
- Autore: Heinrich Zimmer
- Traduttore:Fabrizia Baldissera
- Curatore:Joseph Campbell
- Editore:Adelphi
- Collana:Collezione Il ramo d'oro
- Edizione:3
Anno edizione:1993
In commercio dal:29 settembre 1993
Pagine:262 p., ill.
Titolo originale:Myths and symbols in Indian art and civilization
EAN:9788845909948





