Descrizione
Godfrey H. Hardy scrisse questa apologia nel 1940, quando era ormai al termine della sua carriera. Lintento che lo animava non era né didascalico né accademico. Voleva piuttosto tessere un elogio e una difesa della sua disciplina, ragionando in particolare sulla sua utilità e la sua bellezza. Se la prima è la naturale finalità della matematica applicata, la seconda è la qualità intrinseca di quella che Hardy definisce «vera matematica», quella pura, scevra di ricadute immediate sulla nostra vita quotidiana. Benché apparentemente più astratta, essa è capace di affascinarci come la grande musica o la poesia. Per Hardy la matematica è sinonimo di creatività: alcuni teoremi sono opere darte, in grado di sopravvivere per millenni, e lautore ce ne offre illuminanti esempi. In questo senso, lApologia si spinge oltre i tradizionali confini della scienza, spaziando dagli scacchi al cricket e alla filosofia, tanto che uno scrittore come Graham Greene arriverà a definirla una «delle migliori rappresentazioni di cosa significhi essere un artista creativo». Prefazione di Marco Malvaldi.
- Autore: Godfrey H. Hardy
- Traduttore:Carolina Sargian
- Editore:Lindau
- Collana:I delfini
- Anno edizione:2020
In commercio dal:21 maggio 2020
Pagine:111 p., Brossura
Titolo originale:A mathematicians apology
EAN:9788833533339





