Descrizione
"Ciò che ci porta alla sventura non sono tanto i nostri peccati quanto la disperazione": è con questo convincimento che Giovanni Crisostomo si rivolge al monaco Stagirio, con il quale ha condiviso in passato la scelta eremitica, alle prese con un momento di disagio e di sofferenza, o, come diremmo oggi, di depressione. Scritti con ogni probabilità intorno al 381, i tre libri della lettera a Stagirio si diffondono nella spiegazione e interpretazione del problema della sofferenza umana alla luce dell'ideale ascetico, l'unico a poterle dare pieno significato. Rigore e salde certezze, nelle parole di Giovanni Crisostomo, che si comprendono alla luce dell'esperienza da lui stesso trascorsa nell'ascesi: la vita monastica è per il Crisostomo la perfetta realizzazione del Vangelo, e non ammette perciò tradimenti o manchevolezze. La depressione di cui Stagirio è vittima deve dunque essere affrontata non con il metro umano, ma attraverso la capacità di ritrovare nel caos, nel disordine, nell'incomprensibile, dietro le contraddizioni del dolore e della sofferenza, la certezza dell'amore di Dio.
- Autore: San Giovanni Crisostomo
- Curatore:L. Coco
- Editore:Città Nuova
- Collana:Testi patristici
- Anno edizione:2002
In commercio dal:11 marzo 2002
Pagine:184 p.
EAN:9788831131636





