Descrizione
Theodosius Grygorovych Dobzhansky nacque in Ucraina nel 1900. Dobzhansky è stato uno dei più grandi genetisti ed evoluzionisti di tutti i tempi. Emigrato negli Stati Uniti nel 1927, collaborò per un lungo periodo con T. H. Morgan, una figura eminente nella storia della Genetica. Dobzhansky e Morgan studiavano, in laboratorio, le mutazioni del DNA dei moscerini della frutta, per studiare come queste mutazioni fossero ereditate, e capire come esse influenzassero la sopravvivenza degli stessi. Dobzhansky non fu però mai solo dedito ai suoi moscerini. Dobzhansky era un pensatore, un teorico, e un uomo di fede. Sosteneva che Dio forgiasse la vita attraverso levoluzione, e che il creazionismo (lidea che Dio avesse creato tutte le forme di vita senza bisogno di alcuna evoluzione) fosse blasfemo. Ci sono almeno due grandi contributi che Dobzhansky ha lasciato allumanità, uno nel sociale, laltro in un ambito più propriamente scientifico-religioso. Il primo avviene nel 1950, quando fu fra i firmatari della Questione della Razza, un documento dellUNESCO che condannava le teorie razziste come ascientifiche. Nel documento si legge, fra le altre cose, che la razza come fatto biologico e il mito della razza sono concetti distinti, la cui confusione ha creato unenorme quantità di danni umani e sociali poiché, continua la storia dellumanità dimostra che la cooperazione non è solo naturale ma scritta nelluomo più ancora che ogni tendenza egoistica. Se non fosse così, non ci sarebbero state la crescita, lorganizzazione e spesso lintegrazione delle comunità umane che i secoli e i millenni passati dimostrano chiaramente. Il secondo grande contributo avviene due anni prima che la leucemia lo uccidesse nel 1975, quando pubblicò il famoso saggio intitolato Niente in biologia ha senso se non alla luce dellevoluzione. Nel saggio Dobzhansky sostenne che levoluzione spiega come e perché i fenomeni biologici siano interrelati. Senza considerare levoluzione, egli nota, la biologia non avrebbe senso. Dobzhansky osservò che le sacre scritture siano cose separate dalla scienza, e che luna non contraddice laltra. Egli cita il prete gesuita Teilhard de Chardin, che sosteneva (con prosa non propriamente asettica) che levoluzione è la teoria alla quale ogni pensiero e dottrina biologica si deve inchinare, levoluzione è la luce che illumina la verità. Chi scrive è un evoluzionista, che riconosce che il saggio di Dobzhansky (e le sue opere precedenti) ha contribuito forse più di ogni altra moderna pubblicazione allafferma zione di un fatto chiarissimo e banale, e cioè che non è possibile interpretare i fenomeni biologici, né spiegarli, senza riferirsi alla teoria dellevoluzione. Con altrettanta naturalezza minchino dinanzi alla figura di Dobzhansky, rispettoso delluomo e del suo pensiero. La scienza, però, non è fatta di verità immutabili. I fatti, una volta provati, sono innegabili, come questi siano letti o la loro comprensione migliorata, invece, è sempre in discussione. Nella pratica scientifica la natura, biologica o abiologica, è interpretata usando dei fatti comprovati per testare delle nuove teorie, o descrivere un fenomeno o una sua parte prima inesplorato, oppure esplorato in maniera insoddisfacente se non erronea. Per esempio, se una mela ci cade in testa, come nella famosa favola di Newton, sappiamo che è per via della gravità. La gravità è un fatto, descritto da una determinata equazione. Se ci interessasse sapere come cadrebbe la mela sulla luna allora useremmo lequazione che descrive la gravità per fare una previsione del comportamento della mela sulla luna. Ad essere testata è lequazione, non la gravità, che rimane un assunto innegabile, banale, che nessuno perderebbe del tempo a dimostrare. Allo stesso modo, levoluzione è un fatto, che pure perderò del tempo a dimostrare (in ossequio agli scettici) che si può usare per testare il comportamento umano, nelle sue molteplici sfaccettature. Questo libro parla proprio del comportamento umano, a vari livelli, dallindividuo, ai sessi, alla famiglia, fino alla società, letto alla luce dellevoluzione. In questo volume sosterrò come e perché lintegrazione delle comunità umane che i secoli e i millenni passati dimostrano chiaramente sono spiegabili senza dover far ricorso ad alcun illusorio spirito altruista nascosto nei nostri geni, e perché le sacre scritture e la scienza non siano, a mio parere, cose separate. Sosterrò che le differenze tra uomini e donne, tra etnie e società, sono reali, radicate nei geni e condizionate pesantemente dalla cultura e dalla storia. Spiegherò perché esistono il razzismo, lo stupro, le guerre, il sessismo. Perché certe società funzionano meglio di altre, e perché luomo bianco domina economicamente il mondo. Se state pensando che questo è un libro a favore del capitalismo maschilista occidentale, o lennesimo tentativo di un conservatore di mascherare dietro presunte verità scientifiche una qualche forma di cinica giustificazione dei mali del mondo, allora vi sbagliate. Personalmente preferisco giocare a carte scoperte. Non sono un conservatore, non sono religioso, e non sono propriamente un ammiratore del capitalismo. Se avrete la voglia e la pazienza di leggere le pagine successive, capiremo insieme perché è tanto importante leggere la natura umana nel suo contesto appropriato, quello evolutivo, e perché chi vi scrive possa sostenere che i molteplici mali che affliggono lumanità, come lo scontro fra gli uomini e le nazioni per diverse idee politiche e credo religioso, si originano da una comprensione largamente scorretta ed incompleta della natura umana, delle nostre pulsioni e convinzioni culturali. Nellultima parte del libro ci dedicheremo a una delle nazioni più originali e contraddittorie del pianeta, per spiegare e comprendere la natura e lorigine di tali contraddizioni, lItalia.
- Autore: Pasquale Raia
- Editore:Idelson-Gnocchi
- Anno edizione:2020
- In commercio dal:15 maggio 2020
Tipo:Libro universitario
Pagine:240 p., Brossura
EAN:9788879477192





